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3° Concorso Nazionale di Composizione per Banda Angelo Inglese 

 

In barba alle incertezze e problematiche organizzative dovute al Covid-19, la terza edizione del Concorso Nazionale di Composizione per Banda Angelo Inglese Città di Molfetta si terrà, ma con tempistiche diverse. Nato due anni fa, dall’idea del suo Fondatore e Direttore Artistico, il M° Angelo Inglese jr, il Concorso ha conosciuto una evoluzione e una partecipazione notevoli di anno in anno, e la partecipazione di una giuria composta, oltre che dal M° Inglese, da musicisti di chiara fama quali il M° Michele Mangani, il M° Massimiliano Liotta, il M° Antonio Tinelli, il M° Giuseppe Ricotta e il M° Carlo Pirola. L’intento primario del Concorso resta sempre quello di diffondere la cultura musicale bandistica, per sottolinearne l’importanza spesso dimenticata, soprattutto delle sue radici storiche. Il concorso, aperto ai compositori di tutte le età e nazionalità italiana, inaugura, da quest'anno, un nuovo percorso, che prende spunto da un concetto molto caro alla figura del M°Angelo Inglese sr: Tradizione e innovazione. Il concorso, infatti, si divide in due categorie: marcia sinfonica e brano sinfonico per symphonic band. Dunque un concorso che ha sicuramente l'obiettivo di rivalutare e incrementare il repertorio bandistico tradizionale, ma anche quello che si proietta verso nuovi linguaggi, spingendo il repertorio bandistico verso nuovi orizzonti musicali. Resta confermato il patrocinio del Comune di Molfetta, dell'Anbima Nazionale, delle Edizioni Musicali “M. Boario” di Torino e del Comitato Feste Patronali di Molfetta. Fa capolino quest’anno, ad impreziosire la quadriade dei partners, il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Le composizioni saranno selezionate dalla giuria, quest’anno composta dal M° Angelo Inglese jr, dal M° Fulvio Creux e dal M° Antonella Mazzarulli. Le partiture vincitrici saranno edite dalla Casa Editrice “M.Boario” di Torino e registrate, in modalità digitale, dall’Orchestra di Fiati del Dipartimento di Strumenti a fiato del Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. La lista dei vincitori delle varie edizioni del Concorso sta, pian piano, diventando corposa: ricordiamo il M° Giuseppe Lotario, vincitore della prima edizione, e il M° Matteo D’Agostino, pescarese, vincitore della seconda. Vi ricordiamo che la scadenza è fissata il 14 novembre 2020. Ulteriori informazioni tecniche sono presenti nel bando scaricabile dalla pagina Fb Angelo Inglese 100, dal sito dell’Anbima e delle Edizioni Musicali Boario. Buon lavoro a tutti!


Sabato 28 dicembre 2019, alle ore 19.00 nella Sala Concerti “M. Cantatore”, l'Associazione "Amici della Musica", con il patrocinio morale dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Ruvo di Puglia e in collaborazione con l'Associazione Culturale Musicale Maestro Angelo Inglese (1918-1990), è lieta di invitare la cittadinanza alla presentazione del libro "Si chiamerà Angelo!" del M° Angelo Inglese: testo biografico sulla vita dell'omonimo nonno.

La presentazione sarà intermezzata dalle letture di Ylenia Maria Tattoli e da interventi musicali a cura di Daria Chubakova (soprano), Choi Bu Kyoung (mezzosprano), Zhuoyan Yao (tenore), Annalisa Andriani (violino) e Angelo Inglese (pianoforte).

Modererà Alessandra Brucoli.

Contestualmente alla presentazione, il M° Inglese consegnerà il Premio "Angelo Inglese" Edizione 2019 al M° Pino Minafra.


Non è cosa comune incontrarsi con partiture musicali di profondo interesse, vuoi per la mancanza di idee, vuoi per cultura. La partitura di Shim Chung mi ha catturato dal primo istante. Seguo le produzioni dell’International Opera Theater of Philadelphia diretta da Karen Lauria Saillant da diverso tempo, ma la musica di Angelo Inglese, che ha visto la prima mondiale lo scorso 29 agosto nel Teatro Comunale di Città della Pieve, mi è sembrata subito senza rivali. Angelo Inglese è un compositore tutto italiano e questo non è un caso. L’Italia non teme confronti; è troppo piena di storia e Inglese si fa garante di tale immensa tradizione. Fin dal preludio si assiste e si percepisce una sorta di catarsi, uno scorrere del tempo come un fiume in piena placido ma inesorabile. Molti sono gli autori, e tutti italiani, che hanno contribuito alla formazione di Inglese ritroviamo Puccini, Mascagni, Leoncavallo, Cilèa, Zandonai, ma con uno stile tutto personale che pur proveniente dai suddetti, se ne distacca totalmente per un fare originale e direi, con “cautela”, nuovo. È un’opera che ha a che fare con l’oriente – con la Corea nello specifico – e non è difficile, nella storia di questa giovane fanciulla e del suo vecchio padre cieco, non ritrovare Liù e Timur della Turandot pucciniana. Ma starà a noi fare un piccolo sforzo e non cadere in questo facile tranello. La musica del compositore pugliese è espressa da un’orchestra di pochi strumenti ma usati con una maestria tale da apparire fusi come in un organico maggiore. C’è inoltre attesa e mistero, tragedia e sentimento, il tutto espresso con garbo e attenzione per le voci che dovranno poi affrontare tale partitura non irta di difficoltà. Questo è un altro elemento pregnante dell’arte di Inglese; l’attenzione alla voce umana come strumento principe fusa e continuazione ideale dello strumento orchestrale stesso. Ne conviene quindi, e ripeto, che l’Italia possiede quel DNA inconfutabile per saper calzare storia, libretto, musica, bel canto e grazia estetica, tutte caratteristiche fondamentali dell’arte raffinatissima di Angelo Inglese. Anche l’argomento spinoso del discorso “Aria”, così come viene ancora inteso, è qui mirabilmente espresso con una languidezza onesta e mai di accatto gratuito, le voci fraseggiano e si fondono in un’armonia concreta e strutturata fino a toccare i duetti, i terzetti e la morale finale del tutti assieme; le parti poi corali, profondamente di sapore orientali ma debitrici della musica polifonica antica impreziosiscono ulteriormente la composizione. Il tutto è fuso in un unico armonico incanto che ci intrappola e ci avvince dalla prima all’ultima nota.

Ed ora passiamo alla produzione, innanzi tutto i cantanti: nel ruolo di Shim Chung il soprano coreano Gyu Yeon Shim dalla vocalità limpida e perfettamente a suo agio nella complicatissima partitura irta di difficoltà espressive e tecniche; Shim, suo padre, è stato il poderoso basso-baritono giapponese Masashi Tomosugi, grande artista dalla mimica potente affiancata a una voce calda e struggente; Lo spirito della madre ha trovato nel mezzosoprano Elizaveta Mikhailova una voce possente, sensuale e velata da cupe e dolcissime malinconie, una voce decisamente verdiana; la limpida tenorile voce del malese Jun Wen Wong ha dato forma espressiva e liricamente parlando, agile e duttile, al ruolo de Il giovane Re; a interpretare ben tre personaggi, ovvero il Re Drago con i due travestimenti  nel Monaco e nel Mercante, è stato il  baritono macedone Darko Todorovski, un cantante che si è presentato ben tre volte nel nostro teatro e che da sempre, con la sua statuaria e nobilissima presenza, riscuote grandi consensi; infine la direzione è stata affidata a Mauro Fabbri, che ha diretto orchestra e coro di voci bianche con piglio poderoso e ha saputo trasmette emozioni e simbolismi di una partitura densa e sfaccettata. Bellissimi e fantasiosi i costumi dalle linee sinuose e dai colori evocativi e l’essenziale ma incisiva scenografia dell’abilissima Mi-Kyoung Lee. La regia di Karen Lauria Saillant è sempre elegante, dove il suo peculiare impiego del tulle si fa mezzo di espressione di racconto in cui i personaggi si immergono, si muovono e si ritrovano in un intrigarsi di scene fiabesche e mirabolanti. Il libretto, nella versione inglese, è stato affidato a Christian Bygott, pregevole lavoro snello e austero; mentre il libretto originale italiano è opera eccelsa dello stesso autore dell’opera Angelo Inglese. Grandi applausi e commossi elogi da parte del pubblico.

 

David Petri

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Un’amicizia lunga dieci anni, un’emozione unica creatrice di un capolavoro operistico che si auspica viaggi a lungo nel mondo, proprio come l’amicizia dei suoi creatori: l’intervista/dialogo a Karen Saillant, Direttrice del Teatro dell’Opera di Philadelphia, e al M° Angelo Inglese, compositore e direttore d’orchestra, ha lo scopo di «accendere la passione per l’opera».

Le curiosità, gli aneddoti, i retroscena di ciò che ha portato a Shim Chung.

“Tanto tempo fa, in un villaggio della Corea, viveva una famiglia composta da due persone, un anziano padre e una bella fanciulla di nome Shim Chung…”

Inizia così la leggenda e fiaba tradizionale coreana che parla d’amore e che ha trovato la sua trasposizione operistica dalla penna e dalle note del M° Angelo Inglese, che ne ha firmato musica e versione italiana del libretto, scritto in lingua inglese da Christian Bygott.

Occasione propizia per l’International Opera Theater of Philadelphia per presentarla in prima mondiale all’Italia (per il 16° anno) è il centenario del 1° Congresso coreano, che si è tenuto a Philadelphia nel 1919, momento in cui la Corea ha mosso i primi passi verso l’indipendenza, ottenuta definitivamente nel 1945. Con la direzione musicale del M° Mauro Fabbri e la direzione scenica di Karen Saillant, nell’anno della Corea, “Shim Chung” è andata in scena dal 29 al 31 agosto al Teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve.

Innovativa anche la formula adottata per l’impianto progettuale: la dimensione multiculturale, con la rappresentazione di 24 culture nell’opera, coinvolgendo strumentisti e cantanti di ogni nazionalità, a voler creare “un modello di comunicazione interculturale per la pace mondiale”. Un fine questo che va ben oltre la mera rappresentazione operistica, e che si auspica possa essere il punto di partenza per iniziative simili.  

Ma se a Città della Pieve si è aperto il sipario, il testimone passerà nei prossimi anni a Philadelphia e a Seul

 

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“Shim Chung”: una nuova opera lirica di Angelo Inglese in primamondiale a Città della Pieve dal 27 al 31 agosto

“Tanto tempo fa, in un villaggio della Corea, viveva una famiglia composta da due persone, un anziano padree una bella fanciulla di nome Shim Chung...”

Inizia così la leggenda e fiaba tradizionale coreana che parla d’amore e che ha trovato la sua trasposizioneoperistica dalla penna e dalle note del M° Angelo Inglese, che ne ha firmato musica e versione italiana del libretto, scritto in lingua inglese da Christian Bygott.

“...Ho dedicato quest’opera a mio padre, che ho perso il 24 marzo scorso; Shim Chung è l’opera per eccellenza in cui si canta proprio l’amore filiale. C’è davvero tanto di autobiografico in questa musica, attraverso citazionimelodiche, scelte timbriche e significati numerologici, ma anche nella scelta del linguaggio poetico...”, “ ....ho cercato di aderire il più possibile all’espressione più intima del popolo coreano. Il mio legame con la Corea,ormai quindicennale, che mi vede impegnato sia nelle vesti di direttore d'orchestra che di docente di alcune università, mi ha dato la possibilità di conoscere e approfondire la loro cultura musicale e umana, il loro modo di esprimere i sentimenti di dolore e di gioia, tutte peculiarità che ho inserito nell’opera... Ho studiato, grazie

ad alcuni docenti universitari coreani, il 판소리 (pansori) che è una narrazione musicale, un modo di cantaretotalmente diverso dal nostro italianissimo “bel canto”. Infatti, nella partitura di Shim Chung si possonoriconoscere caratteristiche ritmiche e melodiche proprie dell’antica musica coreana. Posso concludere dicendo che Shim Chung altro non è che il trionfo dell’amore, sono due atti d'amore al mondo intero”. Descritta in modo così appassionato dalla viva voce del M° Angelo Inglese al microfono della giornalista Laura Ascione, occasione propizia per l’International Opera Theater of Philadelphia per presentarla in prima mondiale all’Italia (per il 16° anno) è il centenario del 1° Congresso coreano, che si è tenuto a Philadelphia nel1919, momento in cui la Corea ha mosso i primi passi verso l’indipendenza, ottenuta definitivamente nel1945. Con la direzione musicale del M° Mauro Fabbri e la direzione scenica di Karen Saillant, nell’anno della Corea, “Shim Chung” andrà in scena dal 29 al 31 agosto al Teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve. Innovativa anche la formula adottata per l’impianto progettuale: la dimensione multiculturale, con la rappresentazione di 24 culture nell’opera, coinvolgendo strumentisti e cantanti di ogni nazionalità, a volercreare “un modello di comunicazione interculturale per la pace mondiale”. Un fine questo che va ben oltre lamera rappresentazione operistica, e che si auspica possa essere il punto di partenza per iniziative simili.

Ma se a Città della Pieve si aprirà il sipario, il testimone passerà nei prossimi anni a Philadelphia e a Seul. Intanto la città si appresta a ricevere ospiti di tutte le età, professionalità, provenienti da tutto il mondo.L’iniziativa si lega al KoreaKulturFest, dal 27 al 31 agosto: cinque giorni in cui la Corea del Sud saràrappresentata nella cittadina italiana in tutte le sue sfaccettature, dalla gastronomia alle arti figurative, cinema, musica K-pop allo sport con il Taekwondo. Fiore all’occhiello di questo festival sarà l’esposizione degliabiti coreani ispirati agli antichi costumi tradizionali, messi a disposizione di "The Hanbok Advancement Center" che si terrà presso la Sala delle Muse - Palazzo della Corgna.

Collaboratori e partner dell’iniziativa sono:

- Università per Stranieri di Siena - "Korea Film Fest" di Firenze - Riccardo Gelli - Console onorario della Repubblica di Corea in Toscana e Presidente del Taegugki Toscana-Corea Association - "The Hanbok Advancement Center" - Ministero dello sport, della cultura e del turismo della Corea del sud da cui siamo patrocinati - The Korean Cultural Center di Los Angeles - The Korean Cultural Center di Washingto - The Korean Cultural Center di New York - The Korean Cultural Center di Roma - "The University of The Arts" di Philadelphia, - The Consul General of Italy in Philadelphia, - "The Philip Jaisohn Foundation and Centennial of 1st Korean Congress" di Philadelphia

 


Le Marce Sinfoniche del Repertorio Tradizionale di Compositori Pugliesi

È in programma per Mercoledì 5 giugno prossimo, alle ore 20.30 presso l’Auditorium “Nino Rota” del Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, il concerto dedicato alle marce sinfoniche tradizionali di compositori pugliesi, che vedrà protagonista l’Orchestra di Fiati del Dipartimento di Strumenti a Fiato diretta dai Maestri Michele Bozzi, Domenico Pasquino, Antonio Demarco e Antonio Tinelli.

Tra nomi come Giuseppe Piantoni, Angelo Lamanna e tanti altri, spiccano anche quelli di Angelo Inglese senior e junior.

Il filo rosso che lega le marce sinfoniche pugliesi passa, dunque, anche per la Famiglia Inglese. Ad ormai un secolo dalla nascita del M° Inglese senior, e una “Festa del Centenario” che è destinata a durare per molto tempo con iniziative che si propongono di diffondere la musica per banda, la musica rende omaggio a tre generazioni degli Inglese: dal nonno al nipote, passando per il padre.

“Homenaje a Valencia” è la marcia sinfonica per banda scritta nel 1955 a Valencia da Angelo Inglese senior, in uno dei momenti in cui la sua opera di diffusione della musica per banda incontrava un Paese che è diventato la sua seconda casa, revisionata e rigenerata poi dal nipote successivamente per eliminare i vari errori di trascrizione tramandati negli anni. 

“Manuela”, invece, è la grande marcia sinfonica per banda dell’omonimo nipote, scritta in occasione della nascita di sua figlia sempre in Venezuela a Caracas. È una marcia dal carattere rapsodico, in cui giochi ritmici nel tempo di 12/8 e melodie carezzevoli, che evocano il fantastico mondo dei bambini con una variazione scherzosa dell’Himno Nacional de Venezuela “Gloria al Bravo Pueblo” di Juan José Landaeta, si uniscono in un abbraccio festoso e frizzante. 

L’occasione è proficua anche per la presentazione del romanzo biografico sulla vita del M° Inglese senior, “Si chiamerà Angelo!” a firma di Angelo junior, che contiene il passo incentrato sulla composizione di “Homenaje a Valencia” in occasione dell’Año jubilar della città. In quella circostanza, il M° Inglese ebbe tra il pubblico Pablo Picasso e tanti altri famosissimi pittori giunti per l’Exposición Internacional de Pintura. 

Questo è solo il primo di una lunga serie di imperdibili eventi che la grande macchina della “Festa del Centenario” ha avviato in collaborazione con enti associazionistici e istituzioni formative del territorio!


Al via la seconda edizione del Concorso Nazionale di Composizione per banda “Angelo Inglese” Città di Molfetta.

Dopo il successo della prima edizione, l’Associazione Culturale Musicale “Angelo Inglese”, con la Direzione Artistica del M° Angelo Inglese Jr., rilancia il nuovo Concorso Nazionale di Composizione per banda “Angelo Inglese” Città di Molfetta. 

Con il Patrocinio del Comune di Molfetta, realizzato in collaborazione con l’Anbima Nazionale e il Comitato Feste Patronali, il Concorso ha sempre l’intento primario di diffondere la cultura musicale bandistica ed è aperto a musicisti di tutte le età e nazionalità italiana, che abbiano composto una marcia inedita. La giuria, composta quest’anno dal M° Angelo Inglese in qualità di Direttore Artistico Onorario, dal M° Carlo Pirola, dal M° Antonio Tinelli e dal M° Giovanni Ricotta, provvederà a selezionare le composizioni giunte e le vincitrici delle due categorie previste (marcia sinfonica e marcia militare) saranno pubblicate dalle Edizioni M. Boario di Torino, e premiate ed eseguite a Molfetta il 7 settembre 2019 nell’ambito dei festeggiamenti dedicati alla compatrona Maria SS. dei Martiri.

Tutto il materiale deve pervenire entro e non oltre il 2 agosto 2019 all’indirizzo indicato nel bando. 

Un’occasione imperdibile questa, per mettersi in gioco e far rivivere ancora una volta la tradizione musicale pugliese nella memoria del M° Angelo Inglese Sr!

Alessandra Brucoli

Ufficio Stampa & URP

Associazione “Angelo Inglese”

La giuria, composta quest’anno dal M° Angelo Inglese in qualità di Direttore Artistico Onorario, dal M° Carlo Pirola, dal M° Antonio Tinelli e dal M° Giovanni Ricotta, provvederà a selezionare le composizioni giunte e le vincitrici delle due categorie previste (marcia sinfonica e marcia militare) saranno pubblicate dalle Edizioni M. Boario di Torino, e premiate ed eseguite a Molfetta il 7 settembre 2019 nell’ambito dei festeggiamenti dedicati alla compatrona Maria SS. dei Martiri.

Tutto il materiale deve pervenire entro e non oltre il 2 agosto 2019 all’indirizzo indicato nel bando. 

Un’occasione imperdibile questa, per mettersi in gioco e far rivivere ancora una volta la tradizione musicale pugliese nella memoria del M° Angelo Inglese Sr!

Alessandra Brucoli

Ufficio Stampa & URP

Associazione “Angelo Inglese”


Avrà luogo venerdì 3 maggio prossimo (ore 9.30-13.00/15.00-18.00) nel Salone degli Affreschi del Palazzo Ateneo dell'Università degli Studi di Bari, in Piazza Umberto I n° 1, il convegno nazionale di studi "Nicola De Giosa: non solo Don Checco", con il Patrocinio della Società Italiana di Musicologia, l'Istituto Italiano per la Storia della Musica, la Donizetti Society (Londra), l'Accademia Pugliese per le Scienze, la Società di Storia Patria per la Puglia e l'Istituto di Bibliografia Musicale di Puglia.

L'importante momento di riflessione sul lascito culturale e musicale del M° De Giosa, rivoluzionario per l'Ottocento in cui ha vissuto, si inserisce nell'ambito delle manifestazioni per il bicentenario della sua nascita in collaborazione con la Biblioteca Nazionale, l'Università e il Conservatorio di Bari.

Nella seconda sessione alle ore 15.00, il M° Angelo Inglese jr. (musicista, direttore e compositore), prenderà parte al convegno come relatore, avendo curato la revisione dei manoscritti originali della "Messa da Requiem" del M° De Giosa nell'anno 1997 per il "Festival della Valle d'Itria" di Martina Franca: l'opera, diretta dallo stesso M° Inglese, venne eseguita in prima esecuzione mondiale con la partecipazione dell'Orchestra Internazionale d'Italia e il Coro da Camera di Bratislava.

Un'occasione, questa, imperdibile, non solo per omaggiare un musicista barese che ha lasciato la sua impronta nella storia della musica, ma anche per rievocare l'emozione che solo un manoscritto originale può veicolare attraverso la sensibilità e l'estro di un musicista.


 

Messa e Concerto in memoria del M° Giuseppe Inglese


 

Il giorno 17 Aprile 2019, in occasione dei Riti della Settimana Santa, avrò l’onore di condurre il Gran Concerto Bandistico Biagio Abbate Città di Bisceglie e di presentare il romanzo biografico dedicato a mio nonno Angelo Inglese, che diresse la stessa banda negli anni 1944 - 1945. 


 

Il mio ultimo lavoro: Lebenslieder per soprano e pianoforte composto su cinque poesie del poeta e drammaturgo austriaco Hugo von Hofmannsthal, e dedicato al noto soprano russo Olga Peretyatko (www.olgaperetyatko.com) in omaggio al suo rinomato valore artistico e in nome della profonda stima professionale e amicizia che ci lega. 


 

Il giorno 1 dicembre 2018 ho presentato al Logos Hotel di Forte dei Marmi il romanzo biografico dedicato alla vita artistica di mio nonno Angelo Inglese (1918-1990), compositore e Direttore d'orchestra, di cui quest'anno ricorre il centenario della nascita. Organizzazione a cura di ARTe33 comunicareArte. Per maggiori informazioni, visitate la mia pagina Facebook